La famosa notizia che ha sconvolto Sabaku: facciamo chiarezza e rileggiamola
Visto che ho ricevuto molte richieste per parlare ancora di questa storia, cerchiamo di chiarire una volta per tutte la situazione, partendo dalla notizia stessa.
”Hellblade 2: sviluppatore di Ninja Theory parla di framerate, ma un influencer italiano lo accusa di aver usato un’IA per la risposta,” questo era il titolo della notizia che ha tanto sconvolto il content creator Michele Poggi, in arte Sabaku no Maiku, e che a me ha causato un po’ di acidità di stomaco, curata con un bel bicchiere di bicarbonato. La trovate in versione originale su wayback machine, visto che altrove non esiste più.
Sinceramente, era una storia che mi ero lasciato alle spalle; un incidente di percorso di cui non mi preoccupavo più e che avevo superato… con un bicchiere di bicarbonato, appunto.
Ma a un certo punto, in base a dei giri mentali tutti suoi, il buon Sabaku ha deciso di ritirarla fuori, in una live attualmente cancellata, che si trovava a questo link, https://www.twitch.tv/videos/2574766033?t=01h00m53s. Il suo obiettivo era di associare la notizia all’attacco mosso dal content creator Aligi Comandini al content creator Falconero, che ha definito un cancro del settore videoludico durante una trasmissione sul canale Twitch di Multiplayer.it. La questione è stata ampiamente commentata e dibattuta, quindi non mi dilungherò oltre a parlarne. Torniamo a noi.
La notizia su Sabaku c’era? A mio giudizio assolutamente sì: era uno dei più importanti content creator del settore che lanciava un attacco non proprio brillante, per usare un eufemismo, a uno degli sviluppatori di Senua’s Saga: Hellblade 2, il gioco Xbox del momento, reo di avergli dato una spiegazione tecnica, ma molto accessibile, per confutare alcune delle tesi basate sulla cattiva digestione che Sabaku e altri spacciano come argomentazioni sensate riguardati questioni spesso molto complesse legate allo sviluppo dei videogiochi.
Si parlava del perché alcuni sviluppatori scelgono di far girare i giochi a 30fps invece di 60. Per i “poco e male informati” (cerco di essere gentile) è una questione di pigrizia o di incapacità, lì dove nella realtà è soprattutto una scelta, che viene presa tenendo conto di moltissimi fattori differenti, sia tecnici che di game design, nonché di tempo.
Per inciso, ecco il testo dell’intervento di Sabaku sull’argomento, fatto in una delle sue “effigi” live (minuto 17:32), che ha portato alla precisazione di Carpinato: “Spesso c’è una enorme incompetenza di ottimizzazione. Ne abbiamo avuto uno storia continua anche nei recenti port PC: pochi sono competenti a fare port PC di valore. Quindi ricordatevi che a volte, purtroppo il più delle volte, il frame rate non è una scelta di design, ma di incompetenza.”
Considerato tutto, per me era il cane giusto che mordeva la persona giusta, nel giusto contesto, per dirla in termini giornalistici.
Chiaramente avevo capito che era una notizia da trattare con grossa attenzione, vista la suscettibilità di almeno uno dei coinvolti, quindi decisi di non aggiungere commenti personali e di non fare ironia, riportando soltando le parole di Carpinato e Poggi, così da rendere il confronto il più neutrale possibile. Sarebbe stato il lettore a decidere.
Del resto ci pensava già la qualità dei due interventi a definire chi avesse ragione e chi avesse fatto una magra figura. Non c’era bisogno di aggiungere molto.
Mancavano degli elementi alla notizia? Sì, l’ho già detto in altre circostanze. I due si erano chiariti e non si erano lasciati con astio. Quindi, in qualche modo lo scontro si era risolto amichevolmente. Chiaro che se mi fosse stato comunicato il fatto, lo avrei aggiunto al testo, rettificando dove necessario, anche se in verità non era un elemento determinante: se c’è un grosso incidente d’auto che coinvolge più veicoli, causato da un veicolo in particolare, la notizia c’è a prescindere dal fatto che poi gli autisti facciano il CAI o chiamino i vigili o finiscano in tribunale. Era giusto specificare, e lo avrei fatto nel caso in cui mi fosse stato dato modo di farlo, ma questo è quanto. Il resto non sarebbe cambiato di una virgola, anche perché l’ignoranza di Sabaku sull’identità di Carpinato non era una scusa valida, visto che gli sarebbe bastato cliccare sul suo nome per accedere al suo profilo e verificare chi fosse.
Detto ciò, per me la cosa finiva lì, nella notizia. Non avevo mai scritto di Sabaku, se non per iniziative collegate alle sue attività di marketing fatte con grandi aziende del settore, come Sony. Inoltre, se non fossero emerse altre notizie rilevanti che lo riguardavano, non ne avrei scritto più. Come detto altrove, vivevo benissimo ignorandolo, anche perché non ha mai detto niente che a mio giudizio valesse la pena di ascoltare, vista la sua scarsa conoscenza del medium videoludico, almeno stando all’idea che mi ero fatto di lui basata su alcuni video che avevo visionato, che trattavano argomenti che conoscevo bene.
Chiaramente è il mio punto di vista e non voglio assolutamente sminuire chi lo segue. Se vogliamo, questo era anche uno dei motivi per cui non lo trattavo: non lo conoscevo abbastanza a fondo per parlarne, ma da quel poco che conoscevo non mi era venuta alcuna voglia di approfondirlo. L’ho fatto di recente per avere un minimo di contezza del personaggio che mi stava causando così tanti problemi e posso dire che effettivamente non mi ero perso niente. Di gente che veste il nulla con parole di seta è pieno il mondo. Ma credo di essermi perso di nuovo per strada.
Stavo parlando di come mi fossi lasciato quella storia alle spalle. Poi, come raccontato, è arrivata quella live, e mi sono ritrovato di nuovo non solo a dover spiegare e spiegare, ma anche a dovermi difendere dalla fantasiosa ricostruzione fatta da Sabaku stesso sulla cancellazione, che evidentemente ha “motivato” alcuni suoi seguaci a venire a inveire contro di me sui miei canali social. Chiaramente non li ha aizzati direttamente, e non lo accuso nemmeno di averlo fatto, ma immagino che non sia così ingenuo da non sapere cosa possano comportare i suoi attacchi diretti verso una persona, considerando il suo potere mediatico. Mi ha anche accusato di fare disinformazione, senza portare un solo esempio concreto della stessa, e mi ha accusato di vivere di “ragebait”, senza fare un solo esempio concreto anche in questo caso, come se passassi le giornate ad aizzare le folle contro i content creator.
Di mio, ho provato a spiegare l’intera storia in un episodio del Deus Ex Podcast, che conduco insieme a Mara Sanvitale, ma chiaramente la mia potenza di fuoco non è quella di Sabaku e molti di coloro che hanno ascoltato la sua versione dei fatti, basata sui sentimenti e sulla presunta fragilità della terra sotto ai suoi piedi, non si sono preoccupati di ascoltare la mia, basata su dati e fatti.
Il canale YouTube Gioco con lo Scemo ha ripreso la storia in un video dedicato ai vari scandali che hanno coinvolto Sabaku negli ultimi mesi / anni (plagio di un altro content creator e di un articolo di Mara, veteran run con Cydonia ecc). Anche il canale n0l4n ha ripreso la storia, concentrandosi sull’articolo e su di un mio commento a un intervento di Sabaku pubblicato sotto al video di Gioco con lo Scemo. Gameromancer ha fatto una ricostruzione incentrata sul post notizia. Niente è servito e gli insulti sono continuati.
Non mi sto lamentando, tranquilli. Non nutro il sogno di redimere internet. Semplicemente, a un certo punto ho ritenuto giusto creare un testo che spieghi la mia versione dei fatti e in cui sia possibile rileggersi la notizia, al di là di ogni possibile ricostruzione di parte, così da distribuirlo alla bisogna a tutti gli attaccanti che non hanno la forza di fare una ricerca su Google o su YouTube. Ho deciso di metterci tutto. Purtroppo Sabaku ha cancellato molte delle cose che ha detto, quindi la sua versione è persa nell’etere, altrimenti avrei incluso anche quella, perché nonostante tutto e nonostante abbia dei canali con decine di migliaia di seguaci, ritengo che sia giusto avere anche il suo punto di vista.
La notizia di suo è qui nuda e cruda, ossia com’era in origine e come lo potete trovare su Wayback Machine, in modo da non rischiare accuse di manipolazione. Ho ripreso anche lo screenshot dell’avvenuto scambio tra i due, per una questione di completezza.
IL TESTO DELLA NOTIZIA
Gaetano Carpinato, Senior Software Engineer di Ninja Theory, attualmente al lavoro su Senua’s Saga: Hellblade 2, ha spiegato con parole molto chiare il perché uno studio di sviluppo scelga un certo framerate, ma un noto influencer italiano, Sabaku No Maiku, lo ha accusato di aver fatto copia incolla o di aver usato un’intelligenza artificiale per la risposta.
La spiegazione e la risposta
Carpinato ha provato a spiegare, in modo tecnico e competente, considerando la sua vastissima esperienza, la differenza che passa tra 30 e 60fps a livello di sviluppo e il perché si scelga un certo framerate invece di un altro: “Quando si parla di framerate in un videogioco, entrano in gioco concetti di tempo e qualità. Far girare un gioco a 60fps implica che ciascun frame viene generato in circa 16,6 millisecondi, mentre a 30fps ogni frame richiede circa 33,3 millisecondi per essere creato. Questi tempi definiscono il “budget” di tempo a disposizione per renderizzare ogni frame. Optare per un framerate di 60fps riduce a metà il tempo disponibile per il rendering di ogni frame, influenzando la qualità grafica finale.”
Il suo post prosegue con altri dettagli tecnici oggettivi, che spiegano ancora meglio il perché di certe scelte, con anche degli esempi chiarificatori: “Questa limitazione temporale è un vincolo intrinseco che non può essere superato o ottimizzato oltre certi limiti. Per sfruttare al meglio le capacità grafiche di un hardware, occorre incrementare il tempo disponibile per renderizzare ciascun frame, il che significa ridurre il numero di fps. Questo concetto è analogo a quello di artisti che realizzano disegni in tempi limitati (10 minuti, 1 minuto, 10 secondi): minor tempo comporta una riduzione della qualità e dei dettagli possibili.”
Dopo aver spiegato come funziona tecnicamente la differenza tra 30 e 60fps a livello di sviluppo, Carpinato è entrato più nel dettaglio, toccando la polemica che ha riguardato la scelta dei 30fps per Senua’s Saga: Hellblade 2, pur non citando mai direttamente il gioco: “Il termine “cinematografico” usato per descrivere i giochi a 30fps non si riferisce tanto al numero di frame per sé, ma alla possibilità di migliorare significativamente la qualità grafica e i dettagli. Ad esempio, in un ipotetico gioco “Sabaku No Game”, ottimizzato per PS5 con l’intento di massimizzare la resa grafica e l’immersività, scegliere di operare a 60fps comprometterebbe il livello di dettaglio e qualità visiva che si potrebbe invece ottenere a 30fps. Non tutti i giochi mirano alla massima fedeltà grafica o all’iperrealismo. Esistono titoli dove la rapidità di risposta è prioritaria rispetto alla qualità visiva, così come giochi dove l’immersività è fondamentale. La scelta del framerate, quindi, dipende dagli obiettivi specifici del design del gioco.”
Le conclusioni cui giunge dopo aver illustrato la questione, parlando della scelta che viene operata di volta in volta dai team di sviluppo, che riguarda più la visione artistica del titolo che altro: “Alla fine bisogna sempre scendere a compromessi, e la scelta tra il fulgore di 60fps e la maestosità visiva a 30fps non è mai stata una questione di superiorità, ma di visione: quale mondo vuoi che i tuoi giocatori esplorino, quello dell’istantanea reattività o dell’immersione senza confini? E questa, nella maggior parte dei casi, non è una decisione che spetta ai giocatori, ma al game design.”
Da notare che Carpinato, nella sua lunga carriera, ha lavorato per BiscuitWay, Tripoow, Stormind Games, Red Raion e attualmente è in Ninja Theory, quindi è un professionista riconosciuto e con una vasta esperienza alle spalle.
Leggiamo la risposta data da Sabaku al suo post: “Gaetano Carpinato no pun, ma è un tuo genuino commento, un copypasta o una risposta generata da una IA?” Secondo voi?




Solidarietà.
Ti rinnovo ancora la mia solidarietà: quello che ti è stato fatto e la manipolazione della realtà dei fatta è vomitevole.