Godbreakers è quel gioco che dimentichi dopo un buon sonno
Certi giochi non ti danno stimoli, c'è poco da fare
Godbreakers di To The Sky ha un grosso problema di fondo: si e ti esaurisce nel giro di pochissime ore. Non è solo una questione di quantità di contenuti, quanto della ripetitività degli stessi e di supercialità diffusa. I livelli sono dei lunghi corridoi privi di stimoli, a parte per qualche trappola sparsa qua e là che puntella la monotonia generale. Esplorare non è un’opzione, visto che non ci sono zone nascoste o segreti da trovare. I nemici sono sempre gli stessi, alcuni specifici dei biomi, altri che ci accompagnano dall’inizio alla fine (pur con qualche variante), perdendo presto ogni motivo di interesse.
Giocare e rigiocare e, teoricamente, rigiocare per potenziare il protagonista e sperimentare le diverse build disponibili, facendo cose tutt’altro che memorabili. Poi ci si stupisce che i giochi svaniscano nel nulla e uno dopo un po’ si dimentichi anche di averli giocati. Purtroppo Anche il mix di armi e potenziamenti casuali perde presto interesse, forse anche per la stanchezza dei roguelike in cui si ottengono bonus casuali come “aggiunge il 2% di possibilità di colpo critico” o, “saltando in un fosso e cantando la Traviata mentre porti la lingua sul naso, ti fa ottenere il 3,22% di probabilità di incendiare il nemico”. Certo, è tutto fatto per evitare squilibri e limitare il ricorso a strategie dominanti, fattori che in cooperativa possono essere deleterei. Però, così si percepiscono poco i progressi del personaggio, soprattutto lì dove i bonus non collimano con il proprio stile di gioco.
Ma di cosa stiamo parlando, vi starete chiedendo, visto che mi sono ben guardato di presentare il gioco. Aspettate che pesco il telegramma: “Action in terza persona, attacchi deboli / veloci, forti / lenti, schivate, poteri passivi e attivi, boss da battere.” Sono stato sotto le 20 parole. Non male.
Dopo tre ore di gioco la sensazione di piattezza mi stava schiacciando. Dopo sei non avevo più alcuna voglia di continuare a giocare. Dopo otto l’avevo finito e, nonostante avessi ancora delle build da provare, mi sono considerato pienamente soddisfatto e l’ho disinstallato.
Ora, probabilmente sono rincoglionito io (è quasi una certezza, in realtà), ma dovendo scrivere questo articoletto da nulla mi sono ritrovato a guardare lo schermo senza riuscire a ricordare la storia di Godbreakers. Qualcosa di vago mi viene in mente, ma è davvero vaga. Sono certo che ci fosse un’intelligenza artificiale che ha (quasi) cancellato il genere umano e che noi siamo l’ultima speranzzzzzzz… l’eccesso di dialoghi parafilosofici di cui è pieno Godbreakers può fare questo effetto.
Vi direi di lasciarlo perdere, ma immagino che lo abbiate già capito.



Ho visto un pezzo del tuo gameplay della demo e già mi ero rotto il cazzo